La scena geniale del film 1492 è lo sbarco di Colombo. Approda in America come in un altro pianeta, non sa cosa si nasconda dietro i cespugli e la nebbiolina. Pare scendere su Marte. La storia è ricettacolo di abitudini strane, di forme di dialogo oggi incomprensibili, di costumi totalmente diversi. Chi rilegga oggi il Satyricon di Petronio, primo romanzo della latinità, fatica a ricostruire la logica delle conversazioni tra aristocratici romani adagiati sul loro triclinio. E il fenomeno si ripete anche in prossimità dei nostri tempi. Una donna ritenuta bella in un film del 1910, oggi la definiremmo grassa e basta. Un romanzo storico non può restituire un passato quasi inconoscibile per intero. Può solo indurre nel lettore il “sense of wonder” di chi si curvi sull’ignoto, allo stesso modo della vecchia fantascienza. Fantascienza e romanzo storico hanno coltivato, e coltivano ancora, l’arte sublime del meravigliare.